FANTASMI IN CUCINA
Strofa: C’è un silenzio che urla tra queste quattro pareti, guardo i posti vuoti a tavola, i nostri segreti. L’amico che giurava fedeltà davanti a un bicchiere, ora è solo un’ombra che non riesco più a vedere. Lei ha lasciato il profumo sul cuscino e se n'è andata, come se questa storia non fosse mai stata scritta, ma solo sognata. Mi sento un ospite a casa mia, un estraneo nel mio corpo, mentre cerco un segnale di vita in questo porto morto. Ritornello: Siamo fantasmi che mangiano sogni andati a male, in questa vita che morde e non ti lascia il segnale. C’è un vuoto che scava, un’assenza che diventa catena, mentre il sangue scorre freddo dentro ogni mia vena. Sì, siamo fantasmi, ombre perse nel corridoio della mente, abbandonati da chi diceva di amarci eternamente. Outro: Resta solo il ticchettio dell'orologio. Un secondo dopo l'altro, a ricordare che il tempo non cura niente, lo copre solo di polvere. Siete spariti quando la luce si è spenta. Ora mangio da solo, parlando con i ricordi che non rispondono più.
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