Due amici al campetto
Al campetto con il sole in faccia, due fratelli, stessa traccia, la palla rimbalza, il cuore si scalda, vita vera, qui nessuno si stanca. Sotto al cielo, tra cemento e reti, giocavamo come fossimo atleti, non servon soldi, né medaglie d’oro, solo un amico e un canestro da loro. Ore 5, zaino a terra, scarpe ai piedi, quel pallone gira come sogni leggeri, due contro il mondo, senza troppi pensieri, tra sfide, risate e consigli sinceri. Lui sbaglia un tiro, io glielo passo, ride e dice: “Fratello, stavolta spacco!” Ma non c’è rabbia, solo voglia di fare, e quando scende il sole, non vogliamo tornare. Ricordi? Pioggia e vento sul campo, ma noi lì, a provarci ancora tanto. Dribbling, e poi schiacciata, ogni azione una storia raccontata. Dal nulla al tutto, con una palla sola, non serviva Netflix, avevamo la scuola della strada, del rispetto sincero, lì ho imparato a credere davvero. E se oggi siamo cresciuti, lo so, quel campetto è ancora dentro di noi, con le sue luci spente e le voci forti, con i sogni scritti sopra quei cortili storti. Due amici, un campo, una storia vera, che batte forte come la primavera, non è finita, è solo un altro tempo, ma ogni volta che torno… sento il vento.
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