prendere o lasciare

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prendere o lasciare

ciò una testa di intrighi sepolcrali non m'è nuova, esisto quindi penso e penso male già ore e ora? il re mi lascia a guardia loro: le monete d'oro vedendo che scintilla in me ancilla . l'anima argento anguila, guardando al referto trovo il piano per me, mela son io là, la mala è la tossina che grammo a grammo tocca provo🤧 aprendo lo scrigno del forziere del suo nascosto ripostiglio, maligno dentro il giudizio scrocchia le nocche del teppista che a corte tiene tutto nelle vesti preste del principe ranocchia, pretenziosamente bene tutto bene finché dubbio ne conviene, ma ora il boia nel cortile spunta e cote a noia, perché qualcuno diraderà la coltre e oltre, prenderanno me la guardia per uno, figlio di nettuno, utile a nessuno come chi ambivalentemente gioca, a sorte già tiranna scegliesi vassalli a dramma, e ora? dalla mia bocca pendono le stoppe della vampa di una nova, taciato di ruberia e di buffoneria se fra tutti io risulti il solito asinaccio che de stalla onor non fé, non mi sorprendo più, chi al palo più non ve. ridiscussa in assemblea la mozione del resta o va via, il ramongo che c'è in me fanculo io foresta sia: il capitano resta! il cavaliere in resta e il suo doppio contesta, la mia dama serra tutto a mano lesta, ne dell'oro né di me, più traccia or non c'è.

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3 years ago

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