Politicantropi

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Politicantropi

1 Strofa (La Casta e il Cemento) Parlano di Pil mentre la gente rovista nei secchi, politici opachi che non si guardano più negli specchi. Promettono il mare a chi abita in mezzo al cemento, ma ogni parola è un furto, ogni promessa è un tormento. Tirano i conti su fogli sporchi di sangue e sudore, mentre il Paese è un malato che ha perso il dottore. Non è politica, è un’asta al miglior offerente, vendono l’Italia un pezzo alla volta, e tu non senti niente. Ritornello (Il Teatrinio) È tutta finzione, una grande commedia, politici attori, ci vendono la sedia. La TV t’addormenta, ipnosi di massa, mentre fuori il futuro sbiadisce e ripassa. Sui social leoni, profili giganti, ma in piazza nessuno, soltanto i fantasmi. Tutti codardi dietro a uno schermo, in un mare di fango restiamo nel fermo. 2 Strofa (L'Infamia e il Click) I giornalisti? Cani da guardia col collare d'oro, scrivono l'incubo mentre incassano il loro decoro. Vendono il panico in prima serata, un circo di spettri, mentre la verità si misura in millimetri. Titoli clickbait per fame di un maledetto algoritmo, mentre il precario affoga e perde pure il suo ritmo. Sui social urli "rivolta" con un pollice alzato, ma sei solo un numero in un database profilato. Le vostre parole sono gusci di plastica vuota, mentre la ruota ci schiaccia e voi oliate la ruota. Chiusura (La Scossa) Vogliono un gregge di automi, senza più nervi, un popolo di padroni che si comportano da servi. Consuma, produci, crepa e poi metti un "mi piace", ma in questa guerra di specchi non troverai mai la pace. Io rompo lo schermo, esco dal coro, perché il mio grido distrugge il loro oro.

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4 months ago

1 Strofa (La Casta e il Cemento) Parlano di Pil mentre la gente rovista nei secchi, politici opachi che non si guardano più negli specchi. Promettono il mare a chi abita in mezzo al cemento, ma ogni parola è un furto, ogni promessa è un tormento. Tirano i conti su fogli sporchi di sangue e sudore, mentre il Paese è un malato che ha perso il dottore. Non è politica, è un’asta al miglior offerente, vendono l’Italia un pezzo alla volta, e tu non senti niente. Ritornello (Il Teatrinio) È tutta finzione, una grande commedia, politici attori, ci vendono la sedia. La TV t’addormenta, ipnosi di massa, mentre fuori il futuro sbiadisce e ripassa. Sui social leoni, profili giganti, ma in piazza nessuno, soltanto i fantasmi. Tutti codardi dietro a uno schermo, in un mare di fango restiamo nel fermo. 2 Strofa (L'Infamia e il Click) I giornalisti? Cani da guardia col collare d'oro, scrivono l'incubo mentre incassano il loro decoro. Vendono il panico in prima serata, un circo di spettri, mentre la verità si misura in millimetri. Titoli clickbait per fame di un maledetto algoritmo, mentre il precario affoga e perde pure il suo ritmo. Sui social urli "rivolta" con un pollice alzato, ma sei solo un numero in un database profilato. Le vostre parole sono gusci di plastica vuota, mentre la ruota ci schiaccia e voi oliate la ruota. Chiusura (La Scossa) Vogliono un gregge di automi, senza più nervi, un popolo di padroni che si comportano da servi. Consuma, produci, crepa e poi metti un "mi piace", ma in questa guerra di specchi non troverai mai la pace. Io rompo lo schermo, esco dal coro, perché il mio grido distrugge il loro oro.

2 months ago

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