Masuria (Sangue e Rotaie)
🎵 Titolo: Masuria (Sangue e Rotaie) Intro OcramRex... Dall’est Europa, dove il freddo ti mangia le ossa. Masuria nel sangue. Ascolta la mia storia, non è un gioco. Strofa 1 Vengo dalla terra dei laghi, ma l’acqua era gelo, Masuria profonda, sotto un pezzo di cielo. Mio padre sulle rotaie, lavorava sul treno, Ma a casa tornava col fegato pieno. Vodka sul tavolo, sesso e violenza, Cresciuto troppo in fretta, senza l’innocenza. Quinto figlio di una stirpe spezzata, A sette anni la schiena era già segnata. Sentivo il cuoio della cinghia, il rumore del male, Pianti soffocati, un dolore viscerale. Punizioni nel buio, sgridate come lame, Mentre fuori il mondo ignorava la fame. Ritornello OcramRex, sai com’è, vengo dal niente, Un cuore polacco tra la folla e la gente. Dalla Masuria all’Italia, un salto nel vuoto, Il mio passato è un incendio, io sono il terremoto. Siamo rami staccati dallo stesso ceppo, Ma il destino ha deciso, io non accetto il verdetto. Strofa 2 L’unico calore era il fumo dei fornelli, La nonna cucinava, curava noi fratelli. Un angelo in cucina mentre fuori era guerra, L’unico pezzo di pace su questa terra. Poi sono arrivati, sguardi freddi e cartelle, Assistenti sociali per portarci via dalle celle. L’orfanotrofio, letti bianchi e silenzio, Il sapore dell'abbandono, amaro come l'assenzio. Poi le firme, i documenti, una nuova direzione, Famiglie diverse, una strana nazione. Io e due fratelli qui, sotto il sole dell'Italia, Gli altri due in Svezia, tra il ghiaccio e la nebbia. Outro Divisi dalle mappe, uniti dal DNA, Quattro fratelli sparsi, questa è la realtà. Masuria è lontana, ma la porto dentro, OcramRex, sopravvissuto a ogni tormento.
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🎵 Titolo: Masuria (Sangue e Rotaie) Intro OcramRex... Dall’est Europa, dove il freddo ti mangia le ossa. Masuria nel sangue. Ascolta la mia storia, non è un gioco. Strofa 1 Vengo dalla terra dei laghi, ma l’acqua era gelo, Masuria profonda, sotto un pezzo di cielo. Mio padre sulle rotaie, lavorava sul treno, Ma a casa tornava col fegato pieno. Vodka sul tavolo, sesso e violenza, Cresciuto troppo in fretta, senza l’innocenza. Quinto figlio di una stirpe spezzata, A sette anni la schiena era già segnata. Sentivo il cuoio della cinghia, il rumore del male, Pianti soffocati, un dolore viscerale. Punizioni nel buio, sgridate come lame, Mentre fuori il mondo ignorava la fame. Ritornello OcramRex, sai com’è, vengo dal niente, Un cuore polacco tra la folla e la gente. Dalla Masuria all’Italia, un salto nel vuoto, Il mio passato è un incendio, io sono il terremoto. Siamo rami staccati dallo stesso ceppo, Ma il destino ha deciso, io non accetto il verdetto. Strofa 2 L’unico calore era il fumo dei fornelli, La nonna cucinava, curava noi fratelli. Un angelo in cucina mentre fuori era guerra, L’unico pezzo di pace su questa terra. Poi sono arrivati, sguardi freddi e cartelle, Assistenti sociali per portarci via dalle celle. L’orfanotrofio, letti bianchi e silenzio, Il sapore dell'abbandono, amaro come l'assenzio. Poi le firme, i documenti, una nuova direzione, Famiglie diverse, una strana nazione. Io e due fratelli qui, sotto il sole dell'Italia, Gli altri due in Svezia, tra il ghiaccio e la nebbia. Outro Divisi dalle mappe, uniti dal DNA, Quattro fratelli sparsi, questa è la realtà. Masuria è lontana, ma la porto dentro, OcramRex, sopravvissuto a ogni tormento.