Re del Silenzio
Se avessi il comando del pianeta intero, alzerei muri d’aria, abbatterei ogni mistero. Darei ordini ai venti, fermerei le maree, farei tacere i tuoni, accenderei nuove idee. Ogni confine sparirebbe con un gesto, riscriverei le mappe, il nord diventerebbe ovest. Il mondo girerebbe al ritmo dei miei passi, e ogni voce, ogni battito, seguirebbe i miei tracci. Con un pensiero piegherei la sorte, aprendo porte chiuse, chiudendo vecchie porte. La pace diventerebbe legge eterna, e la guerra, solo un’ombra che si disperda. Potrei decidere chi ride e chi spera, dare luce a chi vive nell’attesa più nera. Ma il cuore si fa duro se regna sul creato, perché chi tiene il mondo rischia di restare isolato. Scolpirei le montagne con dita di fuoco, farei nascere foreste dove ora è poco. Sceglierei chi governa, chi guida, chi serve, ma ogni scelta pesa e la gloria si perde. Non basta comandare con forza e volontà, se non c’è compassione, non ci sarà libertà. Essere re della Terra non è solo decidere, è ascoltare chi soffre, è imparare a cedere. Allora comprendo che il vero potere non è far tremare il mondo, ma farlo fiorire. Comandare la Terra vuol dire proteggerla, non sfruttarla, ma tenerla e difenderla. Chi ama il pianeta non cerca un trono, ma costruisce in silenzio un futuro buono. Perché il mondo non vuole un padrone severo, ma chi lo guida con cuore sincero.
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Se avessi il comando del pianeta intero, alzerei muri d’aria, abbatterei ogni mistero. Darei ordini ai venti, fermerei le maree, farei tacere i tuoni, accenderei nuove idee. Ogni confine sparirebbe con un gesto, riscriverei le mappe, il nord diventerebbe ovest. Il mondo girerebbe al ritmo dei miei passi, e ogni voce, ogni battito, seguirebbe i miei tracci. Con un pensiero piegherei la sorte, aprendo porte chiuse, chiudendo vecchie porte. La pace diventerebbe legge eterna, e la guerra, solo un’ombra che si disperda. Potrei decidere chi ride e chi spera, dare luce a chi vive nell’attesa più nera. Ma il cuore si fa duro se regna sul creato, perché chi tiene il mondo rischia di restare isolato. Scolpirei le montagne con dita di fuoco, farei nascere foreste dove ora è poco. Sceglierei chi governa, chi guida, chi serve, ma ogni scelta pesa e la gloria si perde. Non basta comandare con forza e volontà, se non c’è compassione, non ci sarà libertà. Essere re della Terra non è solo decidere, è ascoltare chi soffre, è imparare a cedere. Allora comprendo che il vero potere non è far tremare il mondo, ma farlo fiorire. Comandare la Terra vuol dire proteggerla, non sfruttarla, ma tenerla e difenderla. Chi ama il pianeta non cerca un trono, ma costruisce in silenzio un futuro buono. Perché il mondo non vuole un padrone severo, ma chi lo guida con cuore sincero.