i 3 mondi

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i 3 mondi

Nel vuoto orbitava un angolo spento, un pianeta quadrato, scolpito nel vento. Sabbia che canta sotto il caldo spezzato, nessun cuore batte, ma il tempo è fermato. Quattro orizzonti, nessuna illusione, simmetria pura, senza perdono. Lì il silenzio ha una voce d'acciaio, e parla ai viandanti dal bordo del caos. Tre mondi in orbita, orbitano lenti, come pensieri in tre cuori differenti. Quadrato, squircle e sfera in coro, girano intorno, nel tempo che ignoro. Poi viene il roccioso, né tondo né dritto, curva che sfida il concetto infinito. Caverne che cantano dentro la pietra, fiumi di magma con memoria segreta. È un cuore che pulsa, ma senza un volto, cammina la forma tra angolo e solco. Equilibrio tra caos e precisione, uno squircle che abbraccia ogni dimensione. Tre mondi in orbita, orbitano lenti, come galassie in armonie distanti. Quadrato, squircle e sfera in coro, girano intorno, nel tempo che ignoro. E infine la sfera, bulbo di cielo, gas che respira come un anello. Abitata da esseri leggeri e profondi, che parlano in sogni, e viaggiano in mondi. Trasparente come un pensiero perduto, si piega alla luce, non ha mai vissuto la gravità come legge sovrana, ma orbita con grazia nell’aurora lontana. Tre mondi diversi, ma stretti in un nodo, nessuno è il centro, nessuno è il vuoto. Si cercano lenti, si evitano in rotta, ognuno riflette la forma dell’altra. Quadrato, squircle, sfera che gira, nell’orbita del tempo che mai si ritira. Ognuno è diverso, ma insieme si tiene, nell’abbraccio dei cieli, finché tutto avviene.

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Nel vuoto orbitava un angolo spento, un pianeta quadrato, scolpito nel vento. Sabbia che canta sotto il caldo spezzato, nessun cuore batte, ma il tempo è fermato. Quattro orizzonti, nessuna illusione, simmetria pura, senza perdono. Lì il silenzio ha una voce d'acciaio, e parla ai viandanti dal bordo del caos. Tre mondi in orbita, orbitano lenti, come pensieri in tre cuori differenti. Quadrato, squircle e sfera in coro, girano intorno, nel tempo che ignoro. Poi viene il roccioso, né tondo né dritto, curva che sfida il concetto infinito. Caverne che cantano dentro la pietra, fiumi di magma con memoria segreta. È un cuore che pulsa, ma senza un volto, cammina la forma tra angolo e solco. Equilibrio tra caos e precisione, uno squircle che abbraccia ogni dimensione. Tre mondi in orbita, orbitano lenti, come galassie in armonie distanti. Quadrato, squircle e sfera in coro, girano intorno, nel tempo che ignoro. E infine la sfera, bulbo di cielo, gas che respira come un anello. Abitata da esseri leggeri e profondi, che parlano in sogni, e viaggiano in mondi. Trasparente come un pensiero perduto, si piega alla luce, non ha mai vissuto la gravità come legge sovrana, ma orbita con grazia nell’aurora lontana. Tre mondi diversi, ma stretti in un nodo, nessuno è il centro, nessuno è il vuoto. Si cercano lenti, si evitano in rotta, ognuno riflette la forma dell’altra. Quadrato, squircle, sfera che gira, nell’orbita del tempo che mai si ritira. Ognuno è diverso, ma insieme si tiene, nell’abbraccio dei cieli, finché tutto avviene.

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