Redenzione

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Redenzione

Ci sono giorni cupi, così bui Non vedi il sole, e fissi i pleniluni Non senti più la forza in petto, dentro Un dolore nel ventre, che va crescendo Mento Continuo a dirmi andrà meglio Sento Un goccia nei pensieri Premono gli incubi veri Di scatto sono in piedi Mi rigiro nella mente Tremore tra le vertebre Il Depakin svanisce La luce si infittisce Si arresta anche la febbre Che vuole ridurmi in cenere Penso ai giorni felici Gli abbracci e i sorrisi Per questi terrò duro Fino a farmi un futuro Voglio un amore che scaldi Quando non è sereno Un lavoro che mi rispecchi E mi dia rilievo Un amico sincero Che rafforzi il mio ego Per il terrore di fallire L'io va a scomparire "È solo un ragazzino" "Corre troppo con la mente" "Quello che lui dice" "Non lo prova realmente" Ebbene vi parlerò Al cuore sinceramente L'anima piange se urla "Aggrediscili verbalmente" Quasi sicuramente Non mi hai amato veramente Non mi arrendo al rimorso Dei rischi che non ho corso Se fossi stato più accorto E non mi vorrei morto Ora non avrei paura Di amoreggiare col tuo morso Ho tagli sul tronco Si chiamano tarli Non basterà del liquido Per dimenticarli Non lo uso grazie a Dio Contro i vuoti per colmarli Non so se posso In qualche modo rimarginarli Scaldami Mami ti voglio bene Anche se mi lasci In balia delle maree Il mio destino è in mano a Cristo Se solo avessi fede Impossibile dar sempre fede Anche con al dito una fottuta fede Affidatemi amore e affetto Stanco dell'odio infetto Per cui ho rischiato la vita Che ora sembra finita Ma non c'è diretto Così mi sono chiesto "Perché non mi accetto" "E scrivo di getto?" Cos'è la nostra vita Se in un attimo è finita? Si sgretola come argilla Per quanto essa vacilla Chiuderò il sipario Vecchio e poco eretto Ma non verrò sorretto Finché avrò un sogno nel cassetto

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9 years ago

Ci sono giorni cupi, così bui Non vedi il sole, e fissi i pleniluni Non senti più la forza in petto, dentro Un dolore nel ventre, che va crescendo Mento Continuo a dirmi andrà meglio Sento Un goccia nei pensieri Premono gli incubi veri Di scatto sono in piedi Mi rigiro nella mente Tremore tra le vertebre Il Depakin svanisce La luce si infittisce Si arresta anche la febbre Che vuole ridurmi in cenere Penso ai giorni felici Gli abbracci e i sorrisi Per questi terrò duro Fino a farmi un futuro Voglio un amore che scaldi Quando non è sereno Un lavoro che mi rispecchi E mi dia rilievo Un amico sincero Che rafforzi il mio ego Per il terrore di fallire L'io va a scomparire "È solo un ragazzino" "Corre troppo con la mente" "Quello che lui dice" "Non lo prova realmente" Ebbene vi parlerò Al cuore sinceramente L'anima piange se urla "Aggrediscili verbalmente" Quasi sicuramente Non mi hai amato veramente Non mi arrendo al rimorso Dei rischi che non ho corso Se fossi stato più accorto E non mi vorrei morto Ora non avrei paura Di amoreggiare col tuo morso Ho tagli sul tronco Si chiamano tarli Non basterà del liquido Per dimenticarli Non lo uso grazie a Dio Contro i vuoti per colmarli Non so se posso In qualche modo rimarginarli Scaldami Mami ti voglio bene Anche se mi lasci In balia delle maree Il mio destino è in mano a Cristo Se solo avessi fede Impossibile dar sempre fede Anche con al dito una fottuta fede Affidatemi amore e affetto Stanco dell'odio infetto Per cui ho rischiato la vita Che ora sembra finita Ma non c'è diretto Così mi sono chiesto "Perché non mi accetto" "E scrivo di getto?" Cos'è la nostra vita Se in un attimo è finita? Si sgretola come argilla Per quanto essa vacilla Chiuderò il sipario Vecchio e poco eretto Ma non verrò sorretto Finché avrò un sogno nel cassetto

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